fbpx

Le dee dentro la donna: le sfaccettature della femminilità

Le dee dentro la donna: le sfaccettature della femminilità

Le dee dentro la donna” è il titolo di un saggio del 1984, scritto dalla psicoanalista junghiana Jean S. Bolen. Come il titolo potrebbe far intuire, il libro si concentra sulle psicologia femminile e ne analizza le diverse sfaccettature. Ne emerge un’ampia panoramica sul mondo femminile, che prende in esame le diverse sfumature dell’essere donna.

  1. Cosa rappresentano le dee

Perché si parla di dee nel titolo? L’autrice parte dalle divinità della mitologia classica per descrivere gli aspetti della psicologia femminile, usandoli come archetipi. Le dee descritte sono in tutto sette, ciascuna corrispondente a un tipo diverso di donna. Ovviamente è impossibile riassumere l’intero universo femminile in sette modelli archetipici: sono modelli psicologici utili per avere una base da analizzare, sui quali applicare poi le specificità dei singoli individui.

Ciascuna dea racchiude in sé tendenze di comportamento determinate dall’inconscio collettivo, presenti quindi in tutte le donne. Alcune dee possono rimanere in potenza per tutta la vita della donna. Altre potrebbero invece manifestarsi solo per lassi di tempo più o meno lunghi, in corrispondenza con determinati eventi o fasi della vita. Secondo l’autrice, però, la società tende sempre a rinforzare gli archetipi più in linea con il modello patriarcale.

  1. Chi sono le sette dee di Jean S. Bolen

Secondo l’autrice del saggio, le dee si dividono in due grandi categorie: le dee vulnerabili e le dee vergini.

Le dee vulnerabili sono quelle preferite dalla società patriarcale, in quanto rappresentano una condizione di sottomissione ai ruoli tradizionali della donna. Da un lato, sono dee empatiche e sensibili; dall’altro, però, sono anche dipendenti dagli altri e facili da ferire. Queste sono:

  • Giunone, che rappresenta l’essere compagna e moglie;
  • Demetra, che rappresenta l’essere madre;
  • Persefone, la fanciulla che incarna l’innocenza e la passività.

Le dee vergini sono invece le dee dell’indipendenza e della forza, che possono vivere anche senza una figura maschile accanto. Per loro, l’uomo dev’essere compagno di viaggio piuttosto che supporto. Le dee individuate da Bolen sono:

  • Artemide, che rappresenta l’indipendenza e la capacità di perseguire un obiettivo importante per sé;
  • Atena, l’intellettuale che cerca il sapere e la carriera;
  • Estia, la divinità solitaria che coltiva l’interiorità e la saggezza.

Accanto a tutte queste c’è Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, colei che cerca il piacere e tutto ciò che c’è di bello nella vita.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: