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I falsi miti sull’allattamento cui prestare attenzione

I falsi miti sull’allattamento cui prestare attenzione

I falsi miti sull’allattamento frenano tante neo-mamme dal provare, il che è davvero un peccato. Allattare al seno è infatti un’esperienza bellissima sia per il bambino sia per la mamma, oltre che una grande scelta sia dal punto di vista nutrizionale sia dal punto di vista economico. Ecco perché vogliamo svelare la verità sulle principali dicerie riguardanti questa pratica.

  1. Per aumentare la quantità di latte devi…

Ci sono mille e più ricette per aumentare la quantità di latte prodotto: allatta di meno; allatta di più, bevi birra (non farlo!); bevi tanta acqua. La verità è una sola: la produzione di latte si adatta al fabbisogno del bambino; più allatti, più latte produci. Quando smetti di allattare, anche la produzione di latte rallenta e si ferma.

  1. Allattare al seno fa male

Si dice che provare dolore durante l’allattamento sia normale, ma non dovrebbe essere così. Durante i primi due giorni è normale provare un po’ di fastidio. Se però si sfocia nel dolore vero e proprio, significa che il bambino si è attaccato in modo sbagliato. Meglio correggere subito la sua posizione, anche con l’aiuto di una persona esperta.

  1. Non si può rimanere incinte durante l’allattamento

Durante l’allattamento, la prolattina riduce la libido e inibisce l’ovulazione. La neo-mamma ha quindi meno voglia di fare sesso ed è più difficile che rimanga incinta. Ciò non significa che sia impossibile: usa gli anticoncezionali, se non hai in programma un altro bambino.

  1. Fare sport inacidisce il latte

L’attività fisica non influisce sulla qualità del latte, quindi niente paura: continua a correre e a fare sport quando e quanto preferisci. Anzi, un’attività fisica regolare fa bene sia al corpo sia all’umore.

  1. Dopo il sesto mese, il latte è acqua

Chiudiamo con il mito sull’allattamento più radicato di tutti, ovvero quello sulla presunta inutilità dell’allattamento prolungato. È vero che dopo il sesto mese la composizione del latte cambia, così come cambiano le esigenze del bambino. Il latte materno rimane comunque un alimento fondamentale per il bambino, tant’è che l’OMS consiglia di allattare fino ai 2 anni di età.

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