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La respirazione e il parto: respirare aiuta davvero?

La respirazione e il parto: respirare aiuta davvero?

L’immagine più diffusa del travaglio è la futura mamma stesa sul lettino, con un’infermiera accanto che le dice: “respira!” Si tratta di un’immagine stereotipata, ma calzante: la respirazione è fondamentale durante il parto. Aiuta a gestire il dolore, pur non eliminandolo, e aiuta a rilassarsi. In che modo?

Cos’è la respirazione diaframmatica

La respirazione che si usa durante il parto è quella diaframmatica, ovvero quella che coinvolge la zona che separa torace e addome. È un tipo di respirazione più profonda di quella cui siamo abituati, che fa partire il respiro dal basso e prende il torace nella sua interezza. Oltre che durante i corsi preparto, la puoi incontrare anche nei corsi di canto e di yoga.

Per respirare con il diaframma, sdraiati e metti una mano sulla pancia e l’altra sul petto. Inizia a inspirare dal naso ed espirare dalla bocca, osservando i tuoi movimenti senza giudicarli. Noterai che ad ogni inspirazione si solleva solo il petto, mentre l’addome rimane fermo. Significa che stai usando la respirazione normale.

Adesso concentra la tua attenzione sulla parte bassa del torace e sulla mano sopra la pancia. Inspira e incanala l’aria nella pancia, tenendo il petto fermo. Espira e lascia che l’aria esca da sola, senza forzare gli addominali. Potrebbe essere difficile, all’inizio: non abbatterti e continua a provare.

Perché la respirazione aiuta durante il parto?

La respirazione diaframmatica aiuta a introdurre più ossigeno nell’organismo, il che comporta diversi benefici fisici. Oltre a questo, controllare il respiro è una forma di mindfulness e stimola quindi il rilassamento. Questi due benefici sono già di per sé critici, in un momento delicato come il parto.

Respirare col diaframma durante il travaglio aiuta anche a rilassare i muscoli pelvici. Non solo perché ti aiuta a rilassarti in generale, ma anche perché l’apertura del diaframma è collegata ai muscoli pelvici. Quando apri il diaframma, assecondi i movimenti del pavimento pelvico; durante il travaglio, questo significa controllare meglio le spinte e ridurre il rischio di lacerazioni.

Non appena la dilatazione è sufficiente, bisogna iniziare a spingere verso il basso sfruttando il diaframma. Coordinando l’espirazione alla spinta, il perineo si rilassa e il processo risulta facilitato. Inoltre, concentrarsi sul respiro crea una sorta di distacco dal dolore e aiuta a sentirlo meno, anche se non lo elimina.

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