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A Londra la mostra Portraying Pregnancy

A Londra la mostra Portraying Pregnancy

Femmes à leur toilette (1937–38), Pablo Picasso. Photo: © RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris)/Adrien Didierjean; © Succession Picasso/DACS 2020

A Londra la mostra, Portraying Pregnancy, in corso fino al 26 aprile al Foundling Museum  espone la rappresentazione della gravidanza nell’arte, prima nel suo genere a raccontare come le arti visive negli ultimi 500 anni si sono dedicate non solo alla bellezza femminile, ma anche alla particolare condizione della donna che si appresta a diventare madre.

Questo tema è fortemente legato alla storia dello stesso museo Foundling Museum che vanta la prima organizzazione benefica del Regno Unito fondata per accogliere e prendersi cura dei bambini abbandonati.

Portraying Pregnancy: From Holbein to Social Media è il titolo della mostra che raggruppa immagini e ritratti di donne, soprattutto britanniche, in stato interessante, attraverso dipinti, stampe, fotografie, oggetti e abiti dal XV secolo ai giorni nostri. Le arti hanno sempre dedicato al corpo femminile innumerevoli rappresentazioni, a partire dalla Venere di Willendorf come simbolo di fertilità e prosperità, per poi dedicarsi alle dame rinascimentali eleganti e mielose, per poi giungere agli scatti fotografici immortalanti attrici e top model.

Attraversando 500 anni di storia, la mostra vuole riflettere come nel corso del tempo sia cambiata la percezione e il significato di tali rappresentazioni.

Il primo ritratto esposto è il disegno di Hans Holbein II della figlia di Sir Thomas More, Cicely Heron, realizzato tra il 1526 e il 1527, in prestito dalla Royal Collection, l’esposizione prosegue con opere di William Hogarth per giungere ad opere più recenti con Jenny Saville e Chantal Joffe. Chiude la mostra il ritratto che il fotografo Awol Erizku ha realizzato per la cantante Beyoncé, uno scatto celebre, in cui la popstar è stata immortalata mentre era in attesa di due gemelli.

In Italia l’arte negli ospedali è un processo che funziona ad esempio presso il Policlinico S. Anna di Torino, o portando le opere d’arte all’interno della sala d’attesa del pronto soccorso di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma. A creare un processo inverso e a  portare avanti in Italia il tema della mostra londinese è un medico ginecologo e collezionista: il dr Antonio Martino che negli anni ha dato vita a numerosi progetti al Maxxi di Roma, alle Gallerie di Italia di Milano, al Museo Madre di Napoli. 

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