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Coronavirus in gravidanza: quello che dobbiamo sapere

Coronavirus in gravidanza: quello che dobbiamo sapere

In questi giorni come purtroppo sappiamo il coronavirus, Covid-19, si è diffuso in maniera molto capillare anche nel Nord Italia contagiando un numero sempre maggiore di persone. Cosa dobbiamo sapere se siamo in gravidanza? Il virus può essere trasmesso al feto?

Le evidenza scientifiche sul feto

Alcuni studi effettuati in Cina inizialmente sembravano escludere che il virus possa intaccare il feto nel terzo trimestre: il coronavirus non sembra quindi trasmissibile al bambino durante l’ultima fase della gravidanza. Sul primo e secondo trimestre non ci sono ancora sufficienti dati che possano escluderlo.

Cosa succede alle mamme in gravidanza se contraggono il coronavirus

Recentemente è apparso su The Lancet uno studio realizzato su solo 9 donne al terzo trimestre di gravidanza contagiate dal coronavirus: alle donne è stato indotto il parto. In questo modo non hanno sviluppato infezioni intrauterine trasmissibili al feto. Nessuna mamma ha sviluppato una polmonite o è deceduta. Purtroppo i casi studiati sono davvero limitati quindi la comunità scientifica non può esprimersi in merito: si presume che come per le altre malattie da Coronavirus come SARS e MERS, se si manifestano febbre elevata e polmonite, sia da valutare un incremento del rischio di abortività e di difetti congeniti, sopratutto nel primo trimestre.

Sul sito Aogoi, Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani leggiamo quanto segue: ” Nei primi 19 casi di donne in gravidanza e neonati nati da madri con sintomatologia clinica da COVID-19 descritti in letteratura il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale. Non esistono pertanto evidenze di una trasmissione verticale del virus SARS-COV-2. Nel caso in cui la madre stia facendo accertamenti diagnostici o sia affetta da COVID-19, se le sue condizioni cliniche lo consentano, l’allattamento può essere avviato e/o mantenuto, direttamente al seno o con latte materno spremuto.

Anche l’Unicef tramite il presidente Francesco Samengola in un articolo riportato da IL Messaggero sostiene che «partorire oggi, in piena pandemia da Covid-19 non è facile, ma dà l’opportunità di apprezzare quanto sia importante e prezioso il latte materno per tutti i bambini. Ad oggi, non ci sono evidenze di trasmissione verticale del virus, cioè finora nessuna madre ha trasmesso al figlio il virus attraverso l’utero o l’allattamento; non è stata trovata traccia del virus nel liquido amniotico, nel cordone ombelicale, nel colostro o nel latte materno».

E’ suggerito un parto cesareo?

Attualmente le donne che manifestano una infezione da SARS-CoV-2 o affette da COVID-19 seguono le normali indicazioni del ginecologo che valuterà se effettuare un parto vaginale o cesareo.

E i bambini e i neonati?

I bambini e i neonati però sembrano comunque i meno colpiti da questa patologia e, anche se viene contratta, porta semplici sintomi influenzali.

Come dobbiamo comportarci in gravidanza

Come per chiunque in questo periodo è importante evitare luoghi affollati e lavare molto bene le mani e le superfici che possono essere state contagiate: il virus riesce a rimanere attivo per ben 9 giorni ma muore entro 60 secondi se entra a contatto con un normale disinfettante come acqua ossigenata, candeggina o alcool. Meglio la spesa a domicilio piuttosto che recarsi al supermercato ovviamente. In Lombardia in caso di febbre e forte tosse è importante chiamare il numero 112 mentre nel resto d’Italia 1500 e NON ANDARE IN PRONTO SOCCORSO: i sanitari si recheranno direttamente a casa vostra per effettuare il tampone.

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