fbpx

Diagnosi prenatale: il Bi Test

Diagnosi prenatale: il Bi Test

Cos’è?
Il Bi Test è il principale test di screening non invasivo utilizzato in gravidanza.

“ Un test di screening serve per identificare un sottogruppo di individui, tra quelli testati, che
sono ad aumentato rischio di avere la malattia oggetto dell’indagine.”

Vuoi informazioni sul test prenatale sicuro e non invasivo NiPT? Leggi qui

Cosa fa?
E’ in grado di identificare precocemente il rischio di:
trisomia 21 (Sindrome di Down),
trisomia 18 (Sindrome di Edwards)
e trisomia 13 (Sindrome di Patau).
E’ un test di SCREENING, non diagnostico.
Il suo risultato rappresenta una percentuale di rischio. Nel caso in cui la percentuale di rischio fosse elevata è indicato eseguire un test di tipo invasivo per avere la certezza.

Come funziona?
Il rischio legato all’età materna viene utilizzato come punto di partenza per il calcolo del rischio “personalizzato”.
Il rischio “personalizzato” tiene conto dell’età materna, dei livelli di alcuni marcatori biochimici nel sangue e di specifici marcatori ecografici.
Tramite l’utilizzo di un algoritmo matematico, il Bi Test calcola la percentuale di rischio per il feto, di essere affetto da una delle patologie indagate (principalmente la Sindrome di Down).
-Cosa sono i marcatori biochimici?
Sono sostanze prodotte dall’embrione, dal feto o dai tessuti placentari, che vengono dosate nel sangue materno. Queste sostanze, nel caso in cui il feto sia affetto per esempio da Sindrome di Down, hanno livelli differenti rispetto a quelli che si trovano nelle gravidanze con feto sano.
-Cosa sono i marcatori ecografici?
Sono strutture anatomiche del feto che presentano caratteristiche particolari in caso di una Sindrome.
Il marcatore ecografico più utilizzato è la Translucenza nucale (tessuti molli posti dietro la nuca del feto).

Quando si fa?
Viene normalmente eseguito in corrispondenza dell’ecografia della 12° settimana, quindi fra 11 e 13 settimane gestazionali.

Quali fattori possono influire sul Bi Test?
-Primo fra tutti l’età materna!
Il Bi Test è consigliato per le donne fino ai 35 anni. Questo perché il rischio di avere un feto affetto da Sindrome di Down aumenta con l’età. Superati i 35 anni è consigliabile eseguire un test di tipo invasivo (amniocentesi o villocentesi) oppure il test non invasivo del DNA fetale (NIPT).
-Gravidanza gemellare.
Nelle gravidanze gemellari eterozigoti è consigliato fino ai 32 anni di età, mentre per le monozigoti rimane a 35.
Se i feti sono più di due il Bi Test non è consigliato.
-Peso materno.
Questo perchè i marcatori biochimici si concentrano o si diluiscono a seconda della minore o maggiore massa corporea della gestante.
-Il fumo.
Perchè riduce la liberazione dei marcatori nel circolo materno.
-Il gruppo etnico.
Le concentrazioni di alcuni marcatori biochimici sono più alte nelle donne di colore.

Dove farlo?
Può essere eseguito in ospedale o in poliambulatori o in studi ginecologici.
Per qualsiasi informazione o dubbio potrete parlare con uno specialista che vi accompagnerà nelle vostre scelte.


Ostetrica Eleonora di Candia, Varese, email lex444@inwind.it tel. 349 3137693

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: