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Da dove iniziare con lo svezzamento?

Da dove iniziare con lo svezzamento?

Con cosa inizio? Quali sono gli alimenti che non deve mangiare? Devo comprare omogeneizzati e liofilizzati? Avete letto la mia introduzione qui? Allora partiamo!

Partendo dal presupposto che basterebbe leggere l’etichetta di qualsiasi prodotto per lo svezzamento per capire che le farine e i cerali usati sono gli stessi della nostra pasta, che le carni hanno la stessa provenienza (solo che noi l’acquistiamo dal nostro macellaio di fiducia e intero) e che la stessa frutta e verdura che acquistiamo ha lo stesso controllo di quella offerta al bambino, in quanto per norme vigenti, in caso contrario non potrebbe essere venduta. Offrire omogeneizzati o liofilizzati perché considerati più digeribili non ha nessuna valenza scientifica in quanto basterebbe prendere una piccola porzione di carne, cucinarla a vapore e tritarla per offrire al bambino lo stesso pasto. Quindi se lo svezzamento viene fatto in epoca corretta, cioè dopo i 6 mesi circa, l’apparato gastro intestinale del bambino è in grado di digerire alimenti proposti anche in maniera differente dall’adulto (cioè tritati, ridotti in pezzettini) che non vuol dire sconditi, poco appetitosi ma semplicemente cucinati rispettando i canoni della buona cucina. E aspettate non è finita qui…e il sale????? Che dilemma! Tutti sanno che il sale fa male, si agli ipertesi! Cosa voglio intendere? che è cosa ormai ben nota che il sale alle persone predisposte all’ipertensione o a chi già ne è affatto va decisamente diminuito e meglio eliminato del tutto ma, qui parliamo di svezzamento, di un bambino sano al quale stiamo introducendo una sana alimentazione e affermando sana posso già escludere un abuso di qualsiasi cosa e quindi anche di sale. Eliminiamo il sale ma, aggiungiamo l’incongruenza del formaggio grana (latte e sale). Stessa storia possiamo aprirla con il glutine! Ormai quel mostro della celiachia spaventa tutti tanto che si è arrivati a pensare di toglierlo dallo svezzamento, senza pensare che la celiachia è una malattia geneticamente predisposta quindi indipendente all’introduzione del glutine. Altro quesito: e le allergie??? Tra le verie credenze popolari c’è quella di introdurre gli alimenti gradualmente. Nessuna società scientifica ha dimostrato che questa pratica risolvi allergie o fatti simili, in quanto, se lo svezzamento viene introdotto a maturazione intestinale del bambino il processo di digestione avviene senza nessun impedimento. L’atteggiamento diverso è giustificato solo in bambini che hanno già allergie e che mostrano i primi segni evidenti.

Potrei dilugarmi ancora molto ma, in conclusione vorrei solo dire due cose. La prima sta nella giusta informazione per quanto riguarda i prodotti industriali. È vero tutti tendono a difendere la loro azienda, i loro prodotti ma, diffondere il falso e cioè che solo i prodotti industriali in commercio per bambini siano la sola scelta giusta , mi sembra un tantino tendenzioso e che la scelta industriale sia la migliore, non giusta nei confronti di chi dovrebbe sentirsi libero di scegliere. La seconda ma non per importanza, è il rispetto delle tappe fondamentali del bambino seguendo linee guida internazionali che possano viaggiare all’unisono tra gli operatori.

Tratto da una storia vera… il racconto di mamma EMANUELA…

Si avvicinavano i quattro mesi e, come ogni mamma, cominciai a domandarmi come e quando dover svezzare mio figlio. Capii dalle linee guida dell’OMS che non avrei dovuto iniziare prima dei 6 mesi. Sempre li appresi quali fossero i cibi da dare e non. Fatto ciò restava il problema più grande: come iniziare? 

Arrivati a 6 mesi cominciai a dargli, come da protocollo (argh!!), il classico omogeneizzato di frutta. I muri della sala da pranzo ringraziano per le sfumature color della mela. Inutile specificare ulteriormente che fu un disastro. Cominciai a sentirmi sfiduciata giorno dopo giorno. Poi decisi di fermarmi un attimo e prendermi ancora del tempo perché, probabilmente, non era ancora il momento giusto ne per me ne per il mio bimbo. Seguii, un po’ timorosa, il mio istinto. Continuai a leggere, ad informarmi, a stressare chiunque: ostetrica, pediatra, amici, conoscenti.

Arrivai alla deduzione che avremmo dovuto provare con l’auto-svezzamento. Una semplice parola che ti apre un mondo. A 7 mesi il piccolo, seduto nel suo seggiolone con noi dai 5 mesi e – ormai – in grado di stare seduto eretto, iniziò a “masticare a vuoto”. Capimmo, io e mio marito, che probabilmente era arrivato il momento di sperimentare quanto appreso sull’auto-svezzamento. Misi in pratica, da quel momento, un nuovo modo di cucinare che è risultato essere un approccio al cibo più salutare anche per noi adulti. Niente sale, niente fritti, niente crudi o salumi.

Il bimbo ha iniziato, cosi, ad assaggiare le cose che mettevo in tavola. Inizialmente non faceva pasti completi, ma si limitava d stuzzicare qui e li. Preferiva soprattutto prendere le cose dal mio piatto. Il suo pasto principale, fino ai 9 mesi, rimase il mio latte.

Ad oggi posso dire che, rispettando i suoi tempi e dando consistenze diverse dalle solite pappine, il bambino mangia tanti cibi diversi, finendo sempre la sua porzione con gusto e senza storie.

Ora ha un anno e siamo nella fase: “voglio fare tutto da solo”. La nostra sala da pranzo è, si, un “campo di battaglia”, ma è una sala da pranzo “felice”.

Ostetrica Martina Palmieri email martinapalmieri1989@gmail.com tel. 340-1598343 Pagina Fb Ostetrica Martina Palmieri .

  

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