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Papilloma Virus e gravidanza

Papilloma Virus e gravidanza

Il termine Papilloma Virus Umano (HPV) comprende una famiglia di ben 100 tipi diversi di virus, i quali in maggioranza sono responsabili di lesioni benigne, ovvero le verruche, che colpiscono la pelle di mani, piedi, viso, oppure i condilomi che interessano le mucose orali e genitali; queste, molto spesso sono in grado di regredire spontaneamente. Una minima parte, invece, qualora non diagnosticata e curata tempestivamente, può evolvere verso condizioni pre-tumorali e tumorali. Non a caso, più del 90% dei tumori del collo dell’utero sono causati proprio da infezione da Papilloma.

Cause dell’infezione da HPV e prevenzione

La trasmissione dell’HPV avviene prevalentemente tramite rapporti sessuali; non a caso essa è una delle malattie sessualmente trasmesse più diffusa che colpisce dal 75-85% della popolazione, sia uomini che donne. È possibile un contagio tramite contatto fisico, specie se ci sono lacerazioni o tagli sulla cute o sulle mucose; anche il sesso orale, può determinare rischiose infezioni delle vie respiratorie e del cavo orale. Non è dimostrato pienamente, invece, la causa di infezione da doccia, bagno pubblico o piscina, luoghi particolarmente frequentati e affollati. Vero è che le persone con un sistema immunitario più delicato e fragile hanno maggiore probabilità di incorrere nel virus e di debellarlo più lentamente.

La prevenzione, vista la diffusione del virus, è fondamentale specie tra i giovanissimi. È possibile infatti ricorrere alla vaccinazione prima dell’inizio dell’attività sessuale (9-14 anni) o comunque anche negli adulti che sono già stati contagiati: da un lato li protegge da nuovi ceppi HPV e dall’altro sostiene le cellule immunitarie per accelerare l’eliminazione del patogeno. Esiste poi la possibilità, oltre al vaccino, di partecipare alle campagne di Screening mediante PAP Test e HPV DNA Test già a partire dai 25 anni di età, in concomitanza con visite ginecologiche periodiche che accertino lo stato di salute completo della donna.

Infertilità e HPV

Non sembrerebbe esserci un’associazione forte tra infezione da HPV infertilità. Infatti, essendo il virus molto diffuso tra la popolazione, si creerebbe eccessivo allarmismo e una richiesta di esami non necessari per la coppia. Pertanto, non sembrerebbe esserci un rischio concreto di infertilità, pur tuttavia esistendo in caso di gravidanza delle situazioni che vanno monitorate attentamente: per esempio è stato segnalato da studi di ricerca scientifica che c’è un lieve aumento di rottura prematura delle membrane o di parto pre-termine; entrambi sarebbero la conseguenza di interventi di pregressa conizzazione o escissione tramite LEEP (Loop Electrosurgical Excision Procedure), indipendentemente dal fatto che il virus persista o meno. Infatti in ambito di una conizzazione il tessuto cervicale viene parzialmente asportato e questo può generare problematiche di incontinenza del collo uterino che contiene e trattiene la gravidanza. Il tutto va sicuramente valutato dal Medico Ginecologo, caso per caso.

HPV e Gravidanza

Le future mamme affette da HPV si stima che vadano tra lo 0.5 fino al 3%. L’HPV non solo può essere contratto al di fuori della gravidanza, come è ovvio pensare, ma esistono delle condizioni favorenti proprio durante i 9 mesi. Sembrerebbe infatti che la gravidanza, che di suo è un momento di forte replicazione cellulare (basta pensare a tutte le nuove cellule che si formano per garantire la formazione e la crescita del feto), porti a una replicazione massiva e attiva anche rispetto alle cellule

virali; non solo, il Progesterone, cioè l’ormone che per antonomasia mantiene e sviluppa la gravidanza, influisce sull’attività cellulare anche del virus. Per questi motivi è possibile che eventuali lesioni da HPV crescano di più durante la gravidanza.

Trasmissione al neonato e modalità del parto

Il tema sulla trasmissione verticale, ovvero madre-feto, è molto dibattuto. Infatti il bambino non solo può essere contagiato dal virus passando attraverso il canale del parto durante il parto vaginale, ma esisterebbe una trasmissione transplacentare a membrane integre. Per questo al momento non c’è una modalità migliore di parto, se consideriamo che in accordo con la seconda ipotesi anche il taglio cesareo è a rischio di contagio. Tuttavia, qualora il neonato venisse contagiato è possibile che si provochi una Papillomatosi Respiratoria Ricorrente, di solito a seguito di parto vaginale in una donna con grandi condilomi floridi non curati; pertanto è un evento assai raro che si verifica 1 volta ogni 1500 nati (frequenza molto bassa).

Il Papilloma può essere curato in gravidanza?

Di solito si preferisce rimandare ogni eventuale trattamento a 6-12 settimane dall’espletamento del parto perché è dimostrato che ciò influisce poco sulla maggioranza delle lesioni più diffuse. La condotta di attesa, comunque, è caratterizzata da periodici controlli citologici e colposcopici. L’unica indicazione forte a eseguire un’eventuale biopsia della cervice uterina a 16 settimane di gestazione è il sospetto di un carcinoma invasivo.

 

Ostetrica Cristina Lumia, Palermo, email infopercorsonascita@gmail.com tel. 388-1648481.

 

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