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Stipsi in gravidanza

Stipsi in gravidanza

Quasi il 50% delle donne in gravidanza soffre di stipsi, pregressa, cronica o sporadica che sia. Le feci in questi casi si presentano più raramente rispetto al funzionamento fisiologico del tratto intestinale, non regolarmente e generalmente sono compatte, scure, disidratate. La condizione della gravidanza può predisporre alla stipsi per diversi motivi, alcuni che persistono per tutti i nove mesi, altri che sono caratteristici solo di alcune fasi.

Dal momento in cui avviene il concepimento e l’annidamento, viene secreto un ormone chiamato progesterone che ha il compito di rilassare la muscolatura di tutto il corpo, in particolare dell’utero, perchè conservi la gravidanza, senza che sia espulsa dalle contrazioni uterine. L’effetto è anche a livello sistemico, così che si rilassa la muscolatura intestinale, rallentando così la peristalsi (movimenti) e comportando talvolta stipsi.

A seguito dell’annidamento potrebbe insorgere la nausea ed episodi di emesi, motivo per cui l’alimentazione nel primo trimestre di gravidanza subisce un cambio drastico e si tende a cibarsi con alimenti asciutti e a idratarsi meno, così da rendere le feci più disidratate. Dal secondo trimestre l’utero aumenta le sue dimensioni progressivamente, arrivando a sporgere superiormente al di fuori della pelvi, fino ad invadere il distretto intestinale.

Così quest’ultimo sarà costretto a riarrangiarsi in spazi più ristretti e a rivedere il suo normale funzionamento. Inoltre spesso succede che nel terzo trimestre, per rimediare all’emodiluizione (in parte fisiologica), venga prescritta l’assunzione del ferro sintetico che è però causa stessa di stipsi. Man mano che il volume dell’utero cresce e si raggiunge il termine di gravidanza, diventa anche sempre più difficoltoso il movimento e l’attività fisica, che invece sono alleati di un buon funzionamento intestinale.

Relativamente alla causa delle alterazioni della motilità intestinale e alla consistenza delle feci, si possono modificare le abitudini comportamentali e alimentari perchè si mantenga il ritmo e l’equilibrio intestinale, ad esempio bevendo almeno due litri di acqua al giorno e mangiando ortaggi prevalentemente costituiti d’acqua come il pomodoro o il cetriolo, dedicandosi regolarmente del tempo per passeggiare. In caso di alterato funzionamento dell’apparato digerente, parlarne con la propria ostetrica o con il medico di riferimento: si troverà insieme un rimedio specifico perchè la situazione possa migliorare e provare ad evitare così l’assunzione quotidiana di rimedi farmacologici o conseguenze quali infiammazione e prolasso emorroidario, fino a contrazioni uterine per il mancato svuotamento intestinale. Intanto, un’indicazione sana e preventiva, può essere quella di dedicarsi più tempo per la defecazione e di non forzare l’espulsione delle feci con spinte prolungate, ma di mantenere una posizione seduta comoda con le ginocchia lievemente più alte rispetto alle anche, con i piedi appoggiati sopra un panchetto.

Ostetrica Roberta Nardulli ostetrica a domicilio Milano, Lodi, Bergamo cell. 339 2031302 Instagram Ostetrica Roberta Nardulli Facebook Ostetrica Roberta Nardulli, a domicilio

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