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Il parto e le sue dinamiche

Il parto e le sue dinamiche

Il parto (espulsione o estrazione del feto e dei suoi annessi fetali dal corpo della madre) . Ha inizio nel momento in cui la placenta riduce la sua produzione di progesterone che inibisce l’attività dell’ossitocina ipofisaria materna . In presenza di estrogeno, l’ossitocina (lo stesso ormone che a volte viene iniettato alla madre per stimolare il parto) accellera e rinvigorisce le contrazioni dell’utero che per tutta la gravidanza si sono succedute lievi e insensibili .  Quando il livello ematico dell’ossitocina raggiunge un valore sufficiente, ha inizio il cosiddetto travaglio di parto, cioè quell’insieme di fenomeni che precedono e accompagnano la nascita dalla durata variabile a seconda della validità e continuità della contrazione uterina, della presentazione del feto, dell’età e dello stato fisico – psichico della partoriente e, soprattutto, dal fatto che la donna sia primipara o no . E’ importante anche il rapporto fra l’ampiezza del bacino materno e lo sviluppo della testa del bambino . La durata del parto oscilla da 2 a 24 ore e in media dura 18 ore nelle primipare e 6 – 8 nelle pluripare .

Nel periodo prodromico, che di solito nelle primipare ha una durata di 15 giorni circa, la madre avverte una sensazione di peso al basso ventre e alla regione lombo – sacrale mentre migliora la respirazione e aumentano gli stimoli alla minzione: il feto si abbassa nel bacino, diminuisce la pressione sul diaframma e aumenta quella sulla vescica incuneando la testa  nel canale uterino . Di tanto in tanto si avverte anche qualche sporadica e debole contrazione uterina . In genere, questo periodo ha termine con una piccola perdita di sangue mista a muco: è il tappo mucoso / gelatinoso, che chiude il collo uterino per tutta la gravidanza e che cade per il dilatarsi del collo dell’utero . Inizia così il travaglio vero e proprio, distinto in tre fasi.

Nella I fase (dilatante), le contrazioni uterine che si avvertono a intervalli di 20 – 30 minuti sono legate alle modificazioni del segmento inferiore dell’utero dalla parete più sottile e ricca di tessuto elastico . Le contrazioni diventano sempre più frequenti (fino 2 – 3 minuti d’intervallo) e prolungate (oltre il minuto ciascuna) . La testa del feto spinge contro la cervice uterina che cambia di posizione, si accorcia, si dilata fino a formare la bocca uterina dal diametro di 10 centimetri . Per la pressione esercitata dal feto sospinto dall’utero in contrazione, si rompe il sacco amniotico e il liquido in esso contenuto fuoriesce . La “rottura delle acque” può essere prematura (se avviene all’inizio delle contrazioni, cosa che richiede attento controllo medico a causa della possibile contaminazione infettiva del nascituro), precoce (se avviene a dilatazione non completa), o tardiva (se avviene durante la II fase del travaglio) . La I fase dura 14 – 16 ore nelle primipare, e 6 – 12 ore nelle gravidanze successive . Il passaggio alla II fase è spesso associato a malessere e irritabilità; è importante, quando si inizia a sentire lo stimolo di premere con tutti i muscoli per espellere il feto, esser sicure che la dilatazione sia completa, in modo da evitare che il tessuto uterino si laceri .

Nella II fase (espulsiva), alle contrazioni uterine si affiancano quelle della muscolatura addominale volontaria e involontaria, che continuano a spingere il bambino attraverso la cervice e la vagina . Il nascituro, che ha assunto una particolare posizione occupando il minor spazio possibile, è obbligato a compiere movimenti passivi di rotazione interna e scivola lungo il canale del parto, estendendo e flettendo il capo . Anche la durata di questa fase è variabile: in media 15 – 45 minuti per le primipare, anche solo pochi minuti nei parti successivi. E’ la fase più dolorosa per l’intensità e la durata delle contrazioni; vagina, perineo e vulva si dilatano sotto la pressione esercitata dal bambino . Quando l’Ostetrica si accorge che la tensione in questa zona è tale da rischiare che il tessuto fra la vagina e l’ano si strappi, interviene praticando un’episotomia .Non appena la testa oltrepassa l’anello vulvare, fuoriesce il resto del corpo del neonato rimanendo collegato alla madre attraverso il cordone ombelicale e la placenta .

III fase (del secondamento). Negli ultimi giorni di gravidanza è possibile avere un aumento del numero e dell’intensità delle contrazioni,così come una modificazione della maturazione cervicale con successiva dilatazione. Pertanto sarà anche “normale” avere piccole striature di sangue ,magari miste a muco. Se incessanti contattare l’Ostetrica o il Medico per maggiori informazioni.

Ostetrica Tiziana Attanasio email tel 392-4649020 presidente dell’Associazione Una cicogna per Amica.

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